Oltre il tempo  

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giovedì, 29 dicembre 2005

Dobbiamo riconoscerlo, Gian Ruggero: è difficile parlare del tuo libro "La Banda della Croce". Ci fa paura, ci irrigidisce, ci mette ansia. E' difficile parlarne perché sotto sotto, quel nero, quel marcio, quel putrido, quella nefandezza, quella sporca aria di corruzione e di cinismo, di immolazione e distruzione, di dedizione e vaffanculismo, che filtra da ogni tua parola, ci attanaglia tutti. Sotto sotto, di corruzione e di cinismo siamo impregnati fino all'osso, come l'umido di questa brutta maglia che porto. Ne hai fatto un elenco, per bocca di quel fascista che porta il mio nome nel romanzo: Cinismo. Opportunismo. Aridità. Vigliaccheria. Falsità. Egoismo. Ipocrisia. Bramosia. Convenzioni. Circostanza. Convenienze. Potevi continuare per una pagina intera. Tu li attribuisci a loro, a quei criminali, a quelle iene votate ad un spietato ottuso eroismo, ma nel leggere quella sequenza io li sentivo rimbombare dentro di me, uno ad uno, uno dopo l'altro, in fila, nessuno escluso, presenti dentro di me. E infatti faccio questa domanda alle varie persone che ti hanno scritto un commento al libro sul blog: Marco Lodoli, Gianfranco Fabbri, Ivano Nanni, Filippo Davoli, Massimo Sannelli, Ermanno cavazzoni, Salvatore Scafiti, Pasquale Giannino, Davide Nota, Stefano Massari, Sauro Mattarelli, Giuseppe Cambiano, Giovanni Aliberti, Sidha, Claudio
Sanfilippo, Matteo Veronesi etc., come vi confrontate con l'opportunismo, le convenienze, la bramosia, l'egoismo, l'ipocrisia, la vigliaccheria,
l'aridità che dilagano come un cancro, come un tumore, come una metastasi, nella nostra vita di tutti i giorni, nei nostri luoghi di
lavoro, nelle strutture degli ospedali, nelle strutture e nelle organizzazioni sindacali e politiche, nei nostri luoghi letterari, e
che Gian Ruggero Manzoni ha così mirabilmente descritto nei nazisti, fascisti e puttane che compongono sia la Banda della Croce che la
Polizia che la bracca? Nelle dittature la vera persuasione è intimidire e spaventare fisicamente. Nella nostro paese, nei nostri
anni, la vera persuasione è intimidire e spaventare psicologicamente, in modo che tu capisca che ne vale la tua carriera, il tuo futuro, i
posti di lavoro che potrai avere o non avere se dici certe cose, se ti comporti in un certo modo. Vedi gente molto premiata, ti vedi molto
emarginato e scegli la strada di loro. E la strada di loro è l'ambiguità, la melma, il fango, la nebbia, la sopravvivenza, il
politicamente corretto che non disturba nessuno e lascia tutto com'è, la Storia, la Grande Storia, che sta sopra di noi che ci ingabbia, ci
costringere,come nella minuziosa, ripetuta, descrizione che Manzoni fa dei loro connotati sociali ("Erano Richard Wulff e Wotan
Brunner, detto Odino, già guardie del corpo di Franz Stangl, comandante del campo di sterminio di Treblinka, poi membri dell'Ufficio IVB4 della
Polizia di Sicurezza del Reich, l'autorità incaricata….."). Insomma, dopo aver letto di questi delinquenti che non hanno un soffio di voce,
di carità, di purezza, di candore, di accoglienza, di fratellanza, di perdono, votati alla solitudine e alla morte come compimento del loro
vuoto eroismo, come sopportate la mancanza di voce, di carità, di candore, di fratellanza che avvinghia la nostra situazione attuale?
Chi c'è batta un colpo. E qualche parola.

Luca Nannipieri