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La lentezza con la quale ho letto il libro di GRM ha qualcosa di sintomatico. Una diluizione di pozione che ho voluto propinarmi in aria di bonaccia, piuttosto che con un colpo secco. Avevo letto le istruzioni: si legge veloce. E invece mi sono riservata spazi di pochi minuti al giorno. Il fatto che un amico sia pure scrittore ti pone in una posizione di anomalia: conosco GRM e ho immaginato i suoi pensieri prima di scrivere: “Fino al punto di fermarsi in quell’attimo in cui tutta la vita ti si mostra davanti, statica, straziante, evidente; gravida, all’improvviso, di quell’illogicità agghiacciante che ogni esistenza contiene (p. 54)” oppure “Aveva […] quel magnetismo che sa tamponare il senso di vuoto che alberga nell’animo della maggior parte degli uomini e che diventa sempre più un continuo e ossessivo rimirarsi allo specchio, esistere solo tramite quel riflesso (p.86)”. Il che raddoppiava l’effetto temporale di quello che leggevo. La storia è quella che è. Un gruppo di nazisti colti nella loro ultima azione, compiuta fuori registro, fuori contesto, fuori storia, fuori ambiente, fuori di sé. Una storia sborrata, sprecata, senza preliminari, salata, necessaria, voluta, orgasmica. Il libro non ha fronzoli letterari: è crudo di stile così come nelle menti degli umani in associazione ideologica. L’adozione di una schiettezza formale rende onore all’atmosfera che uno scrittore deve per onestà trasmettere, se parla di eventi realmente accaduti. In alcuni tratti, sembra una registrazione. Una scarnificazione che arriva all’osso. Ma in altri, c’è molto, molto altro. Anzi, per certi versi, avrei continuato con piacere a saperne persino di più. Interessante osservare l’animale quando è perduto. GRM, esperto nella presa diretta dei fatti di sangue, ci fa sentire il veleno secreto nel momento esatto in cui si sa di morire con esso. L’ideologia stereotipata che l’autore fa ripetere come un mantra ai personaggi è qualcosa che stride con la nostra normale percezione del tempo e delle azioni. Difficile immaginare che 7 fuoriusciti abbiano il tempo, in clandestinità, per autoproclami di propaganda mentre di fretta e furia hanno i minuti contati per: cambiare nascondiglio, reperire armi, darsi le regole dell’azione killer, segnarsi le direzioni per il prossimo improbabile incontro, amarsi (due coppie si amano: una etero, una gay). Ma questi dialoghi contengono una così forte percentuale di propaganda che al sospetto di un certo manierismo letterario subentra la certezza che quei personaggi (in quelle circostanze fuori dall’ordinario) abbiano davvero parlato così tra di loro. Del resto, ognuno ha le proprie vitamine e un pusher come Hitler non s’è mai visto prima nella Storia. Libro duro, chirurgico, asettico, essenziale, non lungo, ristretto, amaro, acido. Bravo, Lucifer!